Cosa che c'è che non va nella protezione della copia

Di John Gilmore, 16 Febbraio 2001

Testo originale in inglese: http://www.toad.com/gnu/whatswrong.html
Copia locale del testo originale in inglese: whatswrong.shtml

Traduzione di Luigi Messina
Rivisto molto leggermente e reimpaginato da Alessandro Rubini.

Cosa c'è che non va?

Ron Rivest mi ha fatto osservare che "sarebbe interessante sapere la tua visione sulle differenze tra lo schema di protezione del contenuto proposto da Intel/IBM e le pratiche esistenti per la protezione del contenuto nel campo della TV criptata."
La posizione di avvocato del Diavolo contro la tua posizione sarebbe: "se è il cliente a voler acquistare nuovo hardware che gli permetta di vedere contenuto protetto, cosa c'è che non va allora?"

Primo, io la chiamerai protezione dalla copia, anziché protezione del contenuto, poiché "contenuto" è una parola così priva di senso. Quello che la tecnologia attuale fa, è scoraggiare la copia. Questo tipo di tecnologie hanno una lunga storia nell'informatica, che inizia dai primi microcomputer e workstation. Eccetto che in alcune piccole nicchie, tutti questi sistemi hanno sempre finito per fallire. Molti sono falliti a causa dell'opposizione attiva dei loro acquirenti, che acquistarono sistemi alternativi che non restringevano la possibilità di copia.

Non c'è nulla di male nel permettere alle persone di acquistare prodotti con protezione dalla copia, quello che non va è quando:

I prodotti concorrenti sono tolti dal mercato

Quello che non va è quando le persone vorrebbero dei prodotti che registrano semplicemente bit per bit, o audio, o video, senza nessuna protezione dalla copia, e non possono trovarne nessuno, perché sono stati tolti dal mercato. A causa di leggi restrittive come l'Audio Home Recording Act, che ha ucciso il mercato del DAT. Tramite "anti-circonvenzione" di leggi come il Digital Millennium Copyright Act, contro il quale la EFF sta combattendo. Tramite azioni dell'agenzia federale, come la decisione dell'FCC, un mese fa, di rendere illegale la possibilità di offrire ai cittadini la registrazione di programmi HDTV, anche se i cittadini hanno il diritto legale di farlo. Tramite accordo privato tra le maggiori aziende, come SDMI e CPRM (che dopo è stato inviato come proposta ai comitati degli standard, richiedendo uno sforzo pubblico per deragliarlo). Tramite accordi privati in barba alle leggi e agli standard, come l'accordo non scritto che i DAT e i MiniDisc tratteranno gli input analogici come materiali protetti da copyright in cui l'utente non ha diritti. (La mia registrazione del matrimonio di mio fratello non è duplicabile, perché il MiniDisc si comporta come se io e mio fratello non avessimo il copyright su essa).

Pioneer New Media Technologies, che costruisce il recentemente annunciato masterizzatore DVD per Apple dice:"Le principali applicazioni per il DVD registrabile saranno il montaggio e la memorizzazione digitali dei filmati e delle fotografie fatte in casa". Fanno molta attenzione a non dire "Spostare nel tempo i programmi TV o registrare flussi video da internet" perché i produttori e i distributori sono in guerra per assicurarsi che questa possibilità NON RAGGIUNGA MAI IL MERCATO. Anche se è legale al 100% farlo, secondo la decisione della corte suprema riguardante la decisione sul Betamax. Streambox ha creato un software che permetteva alle persone di registrare i flussi RealVideo nei loro hard disk. Sono stati denunciati da Real Technologies, in base al DMCA, e hanno dovuto toglierlo dal mercato. Secondo Nomura Securities, le vendite di masterizzatori DVD supereranno quelle dei videoregistratori nel 2004 o 2005, e supereranno quelle dei lettori DVD nel 2005.(http://www.www.kipinet.com/tdb/1000/10tdb04.htm). Così per il 2010 circa, pochi consumatori avranno accesso ad un dispositivo che permetta loro di salvare una copia di un programma TV o spostarlo nel tempo, o lasciare che i bambini lo guardino nel retro della macchina. C'è qualcuno che sta commentando questo paradigma sociale? Pensiamo che sia buono o cattivo? C'è qualcuno che ne parla del tutto a riguardo?

Invece i consumatori dovranno pagare le aziende televisive e cinematografiche ancora e sempre per il privilegio di spostare nel tempo o nello spazio. Anche se avranno acquistato il film e sarà memorizzato nella loro casa nel loro equipaggiamento, e avranno a disposizione tutto l'accesso a banda larga per poter vederlo ovunque si trovino. Questo concetto è chiamato "Pay per use". Non può competere con "Tu hai il diritto di registrare una copia di ciò che hai il diritto di vedere". Queste aziende non posso eliminare quest'ultimo diritto legalmente, perché violerebbe troppi fondamenti della nostra società, così stanno registringendo la tecnologia in modo che tu NON POSSA ESERCITARE questo diritto. Nel processo, esse stanno violando questi fondamenti sui quali una società stabile e giusta è basata. Ma a loro importa che la società sopravviva almeno finché loro saranno morti, non sembrano preoccuparsi della stabilitè a lungo termine.

Le aziende non rivelano le restrizioni della protezione dalla copia

Quello che non va è quando le aziende che fanno prodotti che proteggono la copia non rivelano le restrizioni ai consumatori. Come le recenti pagine web, molto allegre, del nuovo masterizzatore DVD di Apple, annunciato questo mese (http://www.apple.com/idvd/). E pieno di luminose informazioni su come puoi scrivere DVD basati sui tuoi filmini digitali, etc. Quello che pacificamente trascura di dire è che non puoi usarlo per copiare o spostare nel tempo qualunque registrazione protetta dalle maggiori aziende. Anche se tu hai il diritto legale di farlo, la tecnologia ti preverrà dal poterlo esercitare. Non dicono che non puoi usarlo per miscelare e accoppiare tracce video di vari artisti, come farebbe un masterizzatore CD attuale. Non ti dicono neanche che non puoi proteggere dalla copia i tuoi stessi DVD masterizzati con esso; questo è un diritto che i grandi produttori hanno riservato a loro stessi. Non ti stanno vendendo un dispositivo per il DVD Authoring, che è "solo per uso professionale", ti stanno vendendo un dispositivo DVD generico che non può registrare i blocchi chiave necessari a proteggere dalla copia le TUE STESSE registrazioni, ne questo masterizzatore DVD può essere usato come un master da cui stampare i tuoi DVD in quantità. Queste distinzioni non solo non sono evidenziate, ma sono semplicemente ignorate, non dette, invisibili finché non acquisti il prodotto.

E non è solo Apple che sta ingannando il consumatore; è epidemico. Il registratore portatile Sony minidisc, viene con il solo jack per l'input digitale, mai output digitale. Il suono entra, ma esce soltanto in bassa qualità analogica. Intel tesse le lodi del suo TCPA (Trusted Computing Platform Architecture). Devi leggere tra le righe per scoprire che esiste unicamente per spiare su come tu usi il tuo proprio PC, così che ogni terza parte casuale attraverso internet potrà decidere se "fidarsi" di te -- il proprietario. TCPA non è fatto per dire a te se tu puoi fidarti del tuo PC (es: se hai un virus) esso non include questa funzione. Esiste per dire alle aziende di registrazione se hai installato qualche tipo di software che ti permette di fare copie di MP3 o del software libero che ti permetta di aggirare qualunque patetico sistema di protezione dalla copia che l'azienda utilizza. Intel sta spingendo anche HDCP (High Definition Content Protection) che è crittazione hardware ad alta velocità, che funziona sul cavo tra il tuo computer e il tuo monitor CRT o LCD. Il solo segnale crittato è quello che l'utente è seduto lì a guardare, ma allora perché lo criptano? Così l'utente non può registrare quello che vede! Se il cavo è manomesso, il chip video degrada la qualità a quella di un videoregistratore analogico.

Intel sta anche spingendo SDMI e CPRM (Content Protection for Recordable Media) che trasformerebbe il tuo supporto di memorizzazione (hard disk, cartucce zip, flash ram, etc.) in complici delle maggiori aziende, per negare a te (il proprietario del tuo computer e del supporto) la possibilità di memorizzare le cose in questi supporti e riaverle più tardi. Invece alcune delle cose memorizzate torneranno solo con le restrizioni inserite nel software di estrazione -- restrizioni che non sono sotto il controllo del possessore dell'equipaggiamento, o della legge, ma sono materia di contratto tra l'azienda di produzione cinematografica o discografica e i produttori di software. In modo che tu non possa registrare "materiale protetto da copyright su supporti non crittati" se cerchi di registrare una canzone dalla tua radio FM su un supporto CPRM, esso si rifiuterà di registrarla o di suonarla, perché essa è watermarked (Marchiatura trasparente, Ndr) ma non cifrata. Anche quando registri un originale nuovo di zecca, le impostazioni predefinite sono che esso non può mai essere copiato, ne mai copiato in fedeltà più alta del CD, e quell'unica sola copia può essere fatta solo se autorizzata (se le altre restrizioni riescono in qualche modo ad essere comunque bypassate). Intel e IBM non dicono queste cose; devi andare a pagina 11 del documento B-1, "CPPM Compliance Rules for DVD-Audio" a pagina 45 delle 70 pagine "Interim CPRM/CPPM Adopters Agreement" disponibile solo dopo aver risposto a intrusive domande personali seguento il link da (http://www.dvdcca.org/4centity/) Tutto quello che Intel dice è che "CPPM permetterà ai consumatori l'accesso a più musica" (http://www.intel.com/pressroom/archive/releases/aw032300.htm). Mentire ai tuoi consumatori per guidarli a comprare i tuoi prodotti è sbagliato.

La ricerca scientifica non è pubblicabile

Quello che non va è quando i ricercatori scientifici non sono in grado di studiare il campo o pubblicare le loro scoperte. Il professor Ed Felten di Princeton ha studiato l' "SDMI watermarking" (marchio trasparente, Ndr) in dettaglio, come parte di uno studio pubblico deliberatamente permesso dal sospettoso comitato SDMI, così avrebbero potuto sapere se il pubblico poteva spezzare gli schemi di protezione da loro scelti. (SDMI non ha permesso ad EFF di unirsi alla ricerca, affermando che noi non abbiamo legittimo interesse nel procedimento poiché non siamo un'azienda discografica, o dei produttori. Non ci sono rappresentanti dei diritti civili nel consorzio SDMI). Il prof. Felten è stato al New York Times la scorsa settimana, raccontando che la gente del comitato SDMI ed i legali di Princeton adesso gli dicono che non può pubblicare i promessi dettagli su cosa c'è di sbagliato nei sistemi di watermarking, a causa del Digital Millennium Copyright Act è permesso dire alle aziende che fanno parte di SDMI come rompere i loro schemi di protezione, ma non è permesso dirlo al pubblico o ad altri ricercatori scientifici.

La concorrenza è prevenuta

Quello che non va è quando i concorrenti non sono in grado di costruire apparati o programmi, agendo in favore del consumatore nel mercato libero. Invece questi apparati sono banditi o minacciati, e quel software viene censurato e fatto sparire. Come il sorgente del DeCSS e il programma LiViD (per leggere i DVD commerciali sotto Linux, Ndr). O come i lettori DVD internazionali che possono leggere i DVD Americani, "Regione 1". EFF ha speso più di un milione di dollari l'anno scorso nel difendere l'editore di una rivista di sicurezza e un ragazzino Norvegese dai tentativi dell'industria del cinema di incarcerarlo e censurarlo, rispettivamente per aver pubblicato software concorrente che permette ai DVD di essere visualizzati o copiati ma non segue i contratti restrittivi che gli studios cinematografici impongono in molti lettori. Le case cinematografiche hanno speso 4 milioni di dollari solo per perseguire il solo caso del New York Times. Pochi o nessun produttore sono intenzionati a pubblicare registratori audio digitali sul mercato. Tu puoi vedere molti lettori MP3, ma dove sono i registratori stereo MP3? Sono stati fatti sparire, dietro minacce di cause legali. Quelli che promettono di registrare, registrano solo in qualità sufficente per la comprensione della voce umana e in mono.

L'abuso del copyright premia i monopoli

Quello che non va è quando i controlli, che sono attivati per proteggere i diritti riservati dal copyright, vengono usati per altri scopi. Non per proteggere i diritti esistenti, ma per creare nuovi diritti a piacere del detentore del copyright. Le aziende cinematografiche insistono su un "codice regionale" dei DVD, perché farebbero meno soldi se i film su DVD fossero commerciabili in tutto il mondo sotto le esistenti leggi di commercio libero. (Non potrebbero far pagare cari i biglietti dei cinema se lo stesso film fosse simultaneamente disponibile su DVD e non potrebbero combinare le campagne pubblicitarie nei cinema e dei DVD approfittando del lungo tempo tra il rilascio ai cinema e quello su DVD). Questo sistema ha creato una situazione dove un cliente compra un lettore DVD legalmente, compra un film su DVD legamente, mette i due assieme e non potrà vedere lo stesso quel film. L'utente ha tutto il diritto di vedere il film, ma questo non funzionerà, perché se lo facesse, le aziende cinematografiche farebbero meno soldi. Simili sistemi esistono nei DVD anche per impedire alle persone di accellerare nelle pubblicità iniziali o negli avvisi FBI.

Microsoft ha deliberatamente creato dei protocolli incompatibili in Windows2000 in modo che le macchine Unix concorrenti non possano essere usate come server DNS in alcune circostanze. Microsoft ha rilasciato una specifica, ma solo in formato crittografato, che richiedeva ai lettori un previo accordo a non usare le informazioni contenute nel file per concorrere con loro. Quando qualcuno ha decrittato la ridicola crittografia SENZA aderire ai termini, Microsoft ha minacciato di usare il DMCA per denunciare Slashdot, il popolare sito di notizie sul software libero, che ne aveva pubblicato i risultati. (Fortunatamente per noi, Slashdot ha fegato e ha detto "Va bene, fateci pure causa, ci difenderemo opportunamente" e Microsoft si è zittita.) Il copyright non garantisce il diritto di prevenire la competizione o di restringere il commercio globale, ma in qualche modo la legislazione che era stata prevista per proteggere i copyright viene usata per fare queste cose.

La politica sociale è creata senza i consensi sociali

Quello che non va è quando la politica sociale viene creata in stanze piene di fumo, tra manager di aziende di discografiche/cinematografiche e manager di aziende informatiche, non con una discussione pubblica e aperta, tramite le legislature e le corti. Le specifiche CPRM, per esempio, permettono ad un distributore di una quantitià di bit (che ha accesso a software con queste potenzialità) di decidere che i futuri destinatari non saranno in grado di fare copie di quella quantità di bit. O che due copie sono permesse, ma non tre. Questa politica non è legalmente perseguibile, non è stata creata dalla legge. La legge dice qualcosa di differente. La la politica verrà forzata dai sistemi hardware costruiti da i maggiori produttori, perchè loro saranno denunciati dalle case discografiche/cinematografiche se proveranno a costruire dispositivi che permettono agli utenti di fare tre copie, o copie limitate solamente dai loro diritti legali. E' inaspettato che queste politiche favoriranno le parti che si trovavano dentro quella stanza, a danno dei consumatori e del pubblico?

Il bilancio dei benefici del copyright è perduto

Quello che non va è quando il bilancio tra diritti dei creatori e diritti della libertà di parola e di stampa viene perso. Ogni aumento nei diritti dei creatori è una DIMINUZIONE nel pubblico diritto di libertà di parola e pubblicazione. Quando il copyright viene esteso, il dominio pubblico viene ristretto. Il diritto di critica, il diritto di mettere in discussione la visione di qualcun altro della verità, viene danneggiato. Il Primo Emendamento da praticamente un diritto assoluto a pubblicare; la clausola di Copyright da una limitata restrizione atta a prevenire le pubblicazioni da parte di terzi. Ogni espansione del diritto di prevenire la pubblicazione diminuisce il diritto di pubblicare. Per esempio, poche opere create nel 1910 sono entrate nel dominio pubblico, se i loro proprietari non abbandonavano il loro copyright, perché man mano che gli anni passavano i termini del copyright venivano estesi. Ma i diritti di copia creati dalle restrizioni tecnologiche non sono nemmeno previsti per cessare. Non c'è nulla nel CPRM o in SDMI che dice "Dopo il 2100 sarà permesso visualizzare i film del 1910".

I beneficiari sono una piccola porzione della società

Quello che non va è quando una piccola coda di "protezione dalla copia" sta comandando il grande cane delle comunicazioni tra umani. Come Andy Odlyzko ha fatto presente, http://www.research.att.com/~amo/doc/eworld.html, vedere "Il contenuto non è sovrano" e "La storia delle comunicazioni e le sue implicazioni per Internet", "Le vendite annuali di biglietti dei cinema sono ben al di sotto dei 10 miliardi di dollari. La compagnia telefonica guadagna questi soldi ogni due settimane!" Distorcere la legge e la tecnologia dell'informatica e della comunicazione per proteggere gli interessi dei detentori di copyright, rende il mondo complessivamente più povero. Anche se non si violano la fondamentale politica della stabilità a lungo termine delle societa, sarebbe una decisione economica sbagliata.

La società può realmente eliminare la scarsità, ma non in queso modo!

Quello che non va è che abbiamo inventato la tecnologia per eliminare la scarsità, ma l'abbiamo deliberatamente gettata via per beneficiare quelli che guadagnano dalla scarsità. Ora noi abbiamo i mezzi per duplicare ogni tipo d'informazione che può essere compattamente rappresentata su supporto digitale. Possiamo replicarla in tutto il mondo, a miliardi di persone, a costi veramente bassi, possibili per gli individui. Stiamo lavorando duro sulle tecnologie che permetteranno di duplicare facilmente altre risorse, includendo anche oggetti fisici ("nanotecnologia"; vedere http://www.foresight.org). Il progresso della scienza, tecnologia e dei mercati liberi ha portato la fine di molti tipi di scarsità. Un centinaio di anni fa, più del 99% degli Americani usavano ancora i bagni esterni alle case e la mortalità infantile era di un bambino su dieci. Ora, anche il più povero degli Americani possiede auto, televisore, riscaldamento, acqua corrente e sanitari dotati di scarichi. Cose che il più ricco milionario del 1900 non poteva comprare. Queste tecnologie promettono una fine del bisogno nel prossimo futuro. Dovremmo riunirci nel creare mutuamente un paradiso terrestre!

Invece, queste anime maligne, che campano sul perpetuare della scarsità, strisciano in giro, convincendo i complici a incatenare la nostra tecnologia di duplicazione economica in modo che non faccia copie, almeno non della merce che loro vogliono venderci. Questa è la peggior sorta di protezionismo economico. Rovinare la nostra società per il beneficio di una inefficente industria locale. I distributori di dischi e film fanno attenzione a non farcelo notare, ma questo sta già accadendo.

Se nel 2030 avremo inventato un duplicatore di materia che sia economico come copiare un CD oggi, lo renderemo fuorilegge e lo seppelliremo? Così che i contadini possano campare mantenendo il cibo costoso, così che i produttori possano campare prevenendo le persone dall'avere letti e sedie che costerebbe un dollaro duplicare, così che i costruttori non sarebbero ridotti in povertà perchè una casa confortevole può venir duplicata con poche centinaia di dollari? Sì, certi sviluppi causerebbero spostamenti economici, certo. Ma dovremmo seppellirli e tenere il mondo povero per salvare i lavori di questa gente? E rimarrebbero davvero seppelliti o i vantaggi naturali della tecnologia porterebbero il mondo underground a rovesciare il resto della società?

Io penso che noi dovremmo abbracciare l'era della pienezza e lavorare mutualmente per viverci. Penso dovremmo lavorare per comprendere come le persone possono campare creando nuove cose e provvedendo servizi, anzichè restringendo la duplicazione delle cose esistenti. Questo è ciò per cui ho personalmente speso dieci anni, fondando una societa` di successo di supporto al software libero. Questa societa`, Cygnus Solutions, investe annualmente più di 10 milioni di dollari nello scrivere software, dandolo via liberamente, e lasciando che chiunque lo possa modificare o duplicare. Si finanzia raccogliendo più di 25 milioni di dollari dai clienti, che beneficiano dall'avere software che esiste ed è affidabile e largamente diffuso. La societa` è adesso parte di Red Hat, Inc. che campa anch'essa dal potenziare i clienti senza restringere la duplicazione del proprio lavoro. Non è una coincidenza che il free software, l'open source e le comunità Linux sono tra le prime ad essere allarmate dalla protezione della copia. Loro stanno attivamente basando le loro vite e i loro hobby sull'eliminazione della scarsità e l'aumento della libertà nei sistemi operativi e nelle applicazioni dei mercati software. Loro vedono il miglioramento reale nel mondo che ne risulta, e le orribili reazioni delle forze monopolistiche e oligopolistiche che questi sforzi rendono obsolete.

Convertire il mondo intero ad operare senza scarsità è un compito immenso. Un così grande spostamento economico impiegherebbe decenni per diffondersi nell'intera economia mondiale, creando miliardi di nuovi vincitori e nuovi perdenti. Saremmo estremamente fortunati se per il 2030 fossimo pronti ad eliminare la scarsità senza un conflitto sociale di massa, incluse rivolte, proteste civili e guerre mondiali. Se dobbiamo cercare un percorso pacifico verso l'era dell'abbondanza, dovremmo iniziare QUI e ADESSO, trasformando le industrie noi avremmo già eliminato la scarsità dei testi, dell'audio e del video. Le aziende che non possono cambiare semplicemente scomparirebbero e sarebbero rimpiazzate da quelle che possono. Mentre queste industrie impareranno come esistere e avere successo senza creare scarsità artificiale, forniranno anche modelli ed esperienza per le altre industrie, che dovranno cambiare quando anche la loro produzione non efficente sarà rimpiazzata dalla duplicazione efficente, dieci o quindici anni da oggi. Basarsi sulla protezione dalla copia adesso, ci spedirebbe esattamente nella direzione sbagliata! La protezione dalla copia pretende che la legge e qualche ridicolo lavoro sporco di cartelli industriali, possa mantere le nostre attuali strutture economiche, in vista di un uragano di cambiamenti tecnologici positivi che sta arrivando a prenderli e farli roteare come tante foglie d'autunno.

Conclusione

Questa può essere una discussione più lunga di quello che volevi, Ron, ma come puoi vedere, io penso che ci sono un sacco di cose sbagliate nella tecnologie di protezione dalla copia che sono forzate su un pubblico non sospettoso. Vorrei sentire da te una discussione simile, essere l'avvocato del diavolo per un momento, perchè dovrebbero le aziende interessate, permettere di spostare il bilancio delle libertà fondamentali, rischiando libera espressione, liberi mercati, progresso scientifico, diritti dei consumatori, stabilità sociale e la fine del bisogno fisico e informazionale? Perché qualcuno potrebbe essere in grado di rubare una canzone? Questa sembra veramente una scusa ridicola. Aspetto la tua risposta.

John Gilmore,
Electronic Frontier Foundation


Copyright (C) 2001 John Gilmore

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