Reputo questo messaggio di Antonio Bernardi, in risposta a stimoli di Loris Tissino, una buona sintesi delle problematiche più pressanti relative all'insegnamento dell'informatica.
Riguardo alla lista scuola, si veda nella pagina dei collegamenti.
From: antonio bernardi @lt;brngb@tin.it>> To: scuola@lists.linux.it Subject: Re:liberta' d'insegnamento ed ECDL Date: Sun, 02 Dec 2001 12:29:07 +0100
Salve a tutti.
Loris Tissino wrote:
> (...) Il problema è che (...) la maggior parte dei colleghi replica
> "Sì, però comunque i nostri allievi andranno poi a lavorare in
> uffici dove si usa Windows/Office...".
Se la scuola dove insegni e' di Confindustria e/o di Microsoft nessun problema (perche' sono loro a stabilire lo scopo).
Ma se la scuola dove insegni e' di Stato allora la questione cambia. La scuola di Stato, in ultima istanza, ha lo scopo di formare, di far conoscere i processi logici, di rendere autonomi gli studenti.
Accettare l'affermazione "Si' pero' comunque i nostri allievi andranno poi a lavorare in uffici dove si usa Windows/Office..." significa:
1.- accettare la dipendenza della scuola di Stato da Confindustria e/o Microsoft e rinnegare la sua indipendenza (liberta');
2.- come conseguenza del punto 1.-) otterremo, da parte degli insegnanti, la loro rinuncia al ruolo di insegnanti della scuola di Stato (per quanto questo possa valere) per diventare addestratori (ammaestratori?) - propagandisti (senza essere per questo adeguatamente pagati!).
In sostanza il docente diventa un propagandista; potrebbe anche andar bene, ma allora Confindustria e/o Microsoft dovrebbero pagare per questo sevizio. E se a un docente non interessa fare il propagandista? (indipendentemente che sia pagato o no per questo?). E se un docente volesse insegnare una certa disciplina secondo scienza e coscienza?
La scuola di Stato glielo permette, grazie alla Costituzione e all'art. 33: "L'arte e la scienza sono libere e libero ne e' l'insegnamento". E nel caso specifico dell'informatica e della multimedialita' l'utilizzo del software libero e' l'unico ambiente che permetta ad un insegnante di esercitare questo diritto appieno, perche' gli permette di scegliersi le soluzioni piu' convenienti alla sua didattica senza imposizioni da parte del mercato (monopolistico).
Di converso il software libero rivalorizza l'insegnamento dell'informatica e della multimedialita' perche' lo libera dal condizionamento del mercato. Il docente in questo modo puo' riacquistare il suo ruolo.
Ma una domanda sorge spontanea. Perche' molti intellettuali italiani, giornalisti, politici e sindacalisti tempo fa si sono stracciate le vesti, appellandosi alla liberta' d'insegnamento, quando il Presidente della Regione Lazio ha avuto delle perplessita' sui libri di testo di storia, ma sono stati e sono in assoluto silenzio quando si e' trattato e si tratta di difendere la liberta' d'insegnamento nel settore delle nuove tecnologie, e lasciano che la scuola di Stato sia in "soggezione" a Microsoft?
> Farlo capire ai ragazzi mi risulta molto più facile che farlo
> capire ai colleghi "aziendalisti".
Su questo non ho mai avuto dubbi! :-))
Cordialita'
antonio