Aggiornamenti sul caso Sklyarov

Domenico Delle Side, Dicembre 2001

Quest'estate molta gente venne turbata dall'arresto del giovane programmatore russo Dmitry Sklyarov, il primo a cadere nella rete del DMCA. Lo avevamo lasciato[1] alle prese con la giustizia statunitense, ma a tutt'oggi la sua situazione non è ancora del tutto chiara.

In base alle ultime notizie, sembra che a Dmitry sia stato proposto un accordo: il procedimento a suo carico verrà congelato in cambio di una sua collaborazione nel processo contro ElcomSoft, l'azienda per cui lavorava. Inoltre, ogni accusa verrà ritirata se nel corso di un periodo di controllo, stabilito dal tribunale californiano, non commetterà alcun reato. C'è chi dice che questo sia un ottimo risultato; i responsabili di ElcomSoft affermano che in questo modo la loro difesa sarà più aggressiva.

A ben vedere però, l'accordo non fa altro che spostare il centro dell'attenzione da Sklyarov. In questi mesi, infatti, sono state numerose le iniziative a suo sostegno; in ogni angolo del mondo sono state organizzate manifestazioni, interi siti web sono stati dedicati al suo problema e molto altro e stato fatto. Tutte queste sostimonianze di solidarietà erano scomode poiché facevano di Dmitry un martire del DMCA. In questo clima sarebbe stato molto difficile agire per il tribunale federale americano, poiché avrebbe dovuto scontrarsi anche con una grossa fetta dell'opinione pubblica sia americana, sia del resto del mondo.

La questione non finisce qui. Il processo contro ElcomSoft è più appetibile poiché in caso di vittoria costituirebbe un clamoroso precedente, infatti un tribunale americano punirebbe un'azienda straniera per aver violato una legge che non è presente nei codici della sua nazione. ElcomSoft ha sede in Russia, dove il DMCA non esiste.

A questo punto, sembra quasi che il tribunale californiano voglia usare questo processo per estendere la validità del DMCA al di fuori degli Stati Uniti. Se nello scorso luglio la morale che ci insegnava il caso Sklyarov era "Se produci e distribuisci un programma che elude i sistemi teconologici di protezione e questo programma può essere acquistato dai cittadini americani, allora prima o poi l'FBI verrà a bussare alla tua porta, dovunque tu ti trovi", ora questa si è trasformata in qualcosa del tipo:

Se violi una legge degli Stati Uniti nella TUA nazione, gli Stati Uniti possono agire penalmente nei tuoi confronti.

E` questo il futuro della giurisprudenza statunitense? Di certo pensarlo non è un'utopia. Questa potrebbe essere addirittura la sorte di molte altre persone sparse in tutto il mondo, stando a quanto affermato nell'accordo dell'Aia[2], di cui sono firmatari i membri della Conferenza di Hague (51 tra gli stati di tutto il mondo).

La Conferenza di Hague (così nominata dal luogo del primo raduno) è un organismo diplomatico internazionale sorto circa 100 anni fa e consiste in incontri a cadenza quadriennale nei quali si discute principalmente di tre temi:

Sebbene abbia lavorato indisturbata per oltre 100 anni, è balzata agli onori della cronaca (non tutta) nel 2000 a causa di una serie di riunioni grazie alle quali si è giunti al trattato a cui si faceva riferimento poco fa.

Tra i temi toccati, il trattato dell'Aia si occupa anche della giurisdizione dei singoli stati in materia di diritto civile e commerciale, rendendo applicabili le leggi e gli ordinamenti di uno stato in un altro paese membro della conferenza.

Come del resto in ogni accordo, anche in questo ci sono questioni positive ed altre negative, c'è un diritto ed un rovescio della medaglia. E` infatti innegabile che ciò porterà vantaggi per tutti quei cittadini che, avendo commesso un reato in un altro stato, non dovranno sostenere ingenti spese per essere processati. In questo modo, infatti, potranno essere giudicati in un tribunale della propria nazione. Tuttavia, occorre anche riflettere ai risvolti negativi che potrebbero avere questi accordi.

Della Conferenza di Hague fanno parte stati nei quali è vietato esprimere critiche contro il governo. A causa di questo trattato, un cittadino italiano che criticasse uno di questi stati sarebbe punibile secondo le leggi di quei paesi. Gli esempi non finiscono ovviamente qui. Qualcuno potrebbe produrre un programma per calcolatore in uno stato "A" senza violare alcuna legge. Lo stesso programma però, in uno stato "B", viola delle norme sul brevetto, allora il programmatore sarebbe qui processabile. Fin qui nulla di nuovo, abbiamo visto con Sklyarov come sia possibile. Ciò che c'è di nuovo è che in base al trattato dell'Aia, un tribunale dello stato "A" potrebbe processare e condannare il programmatore per aver violato le leggi di un paese membro della Conferenza di Hague.

Un altro pericolo è quello che multinazionali e lobby internazionali sfruttino questo trattato per egemonizzare il mercato mondiale. Una grossa azienda potrebbe ad esempio prendere accordi con un paese disagiato, membro della convenzione, e scambiare una legge ad hoc (in modo da poterla utilizzare anche in altri stati contro in propri "nemici") con degli aiuti economici. In merito, esistono numerosi altri esempi, nonché riflessioni[3].

Quello di cui si è parlato non è fantascienza, nè un'ipotesi per un futuro remoto, tutto sta già accadendo da tempo. Non molto tempo fa, Yahoo è stata processata per aver violato con i suoi contenuti la legislazione francese. Nel 2000, due grandi multinazionali del mondo dell'informatica hanno fatto pressioni su alcuni governi europei affinché venisse introdotta una legislazione in materia di brevetti per il software. In tutto il mondo si sono sollevate varie voci contrarie ai brevetti sul software.

E` singolare guardare la scala dei tempi in cui tutto ciò accade. Cento anni di incontri sotto banco, avvenuti nell'ombra, sono in grado di cancellare i millenni di storia che hanno portato i popoli a trovare le loro identità civili e giuridiche.

Note

[1] - http://www.linux.it/GNU/opinioni/delleside-dmca.shtml
[2] - http://www.hcch.net/e/conventions/draft36e.html
[3] - http://www.gnu.org/philosophy/hague.it.html

Copyright (C) 2001 Domenico Delle Side <nicodds@tiscalinet.it>.

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