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Materiale sul software libero
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Questa conferenza, originariamente indirizzata ai componenti del gruppo di ricerca di Microsoft e ad altre figure interessate della compagnia, si è tenuta presso i loro uffici di Redmond il 17 Giungno 2004.
La versione originale del testo della conferenza è disponibile all'indirizzo:
http://craphound.com/msftdrm.txt
Altre versioni disponibili:
This text is dedicated to the public domain, using a Creative Commons public domain dedication:
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Saluti, fratelli pirati! Arrrrr!
Sono qui oggi per parlarvi di copyright, tecnologia e DRM (NdT: dall'inglese Digital Rights Management), lavoro per la Electronic Frontier Foundation, principalmente nel campo del diritto d'autore e vivo a Londra. Non sono un avvocato, sono una specie di portavoce/attivista, anche se qualche volta mi sbarbano, mi infilano nel mio vestito per il Bar Mitzvah e mi spediscono presso qualche ufficio per gli standard o alle Nazioni Unite, per creare un po' di trambusto. Passo circa tre settimane al mese viaggiando per fare cose davvero strane, come ad esempio andare da Microsoft per parlare sul DRM.
In realtà, conduco una doppia vita: sono anche uno scrittore di fantascienza. Ciò vuol dire che ho un cane in questa battaglia, visto che sogno di vivere scrivendo da quando avevo 12 anni. Ad essere sinceri, il ritorno che ho dai miei diritti d'autore non è grande quanto il vosto, tuttavia, vi garantisco che per me è tanto importante quanto lo è per voi.
Sono qui per convincervi del fatto che:
Questa discussione è in realta un grosso riassunto. Microsoft ha fatto notevoli investimenti nei sistemi per il DRM e ha spedito in giro per il mondo, in uffici pieni di fumo, persone come Martha, Brian e Peter, in modo di assicurarsi che le sue implementazioni per il DRM abbia terreno fertile nel mondo futuro. Le società come Microsoft sembrano come delle vecchie FIAT mentre fanno una curva e la questione è così piena di inerzia che sembra difficile poterla assorbire senza che il motore finisca nell'abitacolo dell'auto. Alla meglio, penso che Microsoft debba convertire un po' di questo momento d'inerzia sul DRM in momento angolare, così da salvare i sederi di noi tutti.
Tuffiamoci subito nella questione.
Dividiamo questo breve discorso in due parti:
La crittografia — scrittura segreta — è l'arte di mantenere i segreti tali. Consiste di tre parti: una che trasmette, una che riceve e un attaccante (in realtà, potrebbero esserci più attaccanti, trasmettitori o ricevitori, ma è meglio mantenere le cose semplici). Solitamente, chiameremo queste persone rispettivamente con i nomi generici di Alice, Bob e Carol.
Immaginiamo di essere nell'epoca di Giulio Cesare, durante la Guerra Gallica. Si ha bisogno di scambiare messaggi con i propri generali e si preferirebbe che il nemico non ne venisse in possesso. È possibile contare sul fatto che, probabilmente, chiunque riuscisse ad intercettare i messaggi non sappia né leggere, né scrivere, tuttavia questa è una scommessa troppo azzardata per puntarci sopra un impero. Alternativamente, si potrebbero affidare le notizie a messaggeri di fiducia, che masticherebbero ed inghiotterebbero le missive, qualora venissero catturati — ma anche questo non potrebbe esserci d'aiuto se Brad Pitt e la sua banda di uomini in gonnella infilzassero con una freccia i messaggeri in questione prima che capiscano di essere stati presi.
A questo punto, si potrebbe criptare il messaggio con qualcosa come ROT-13, che funziona ruotando parzialmente ogni carattere attraverso l'intero alfabeto. Questa procedura era solitamente utilizzata nei gruppi di discussione con dati non importanti, nel tempo in cui la gente su Usenet si preoccupava della sicurezza dei dati — una A si trasforma in N, una B in O, una C in P e così via. Per decifrare è sufficiente aggiungere 13 posti al carattere in esame (NdT: avendo cura di ricominciare dall'inizio una volta raggiunta la fine), così una N diventa A, una O B, eccetera ...
Bene, tutto ciò è pateticamente stupido: non appena ci si rende conto dell'algoritmo, il segreto è partito.
Dunque, se si fosse al posto ci Cesare, si passerebbe un bel po' di tempo preoccupandosi di come mantere segreta l'esistenza dei propri messaggeri e di quello che custodiscono. Capito? Ora, si supponga di essere Augusto e di dover mandare un messaggio a Brad, senza che Ciccio Formaggio ci metta le mani sopra. Si consegna il messaggio a Ciccio Pasticcio, il più veloce corridore dell'impero, si cifra il messaggio con ROT-13 e si fa uscire il messaggero dalla guarnigione nell'ora più buia della notte, assicurandosi che nessuno sappia quanto accade. Ciccio Formaggio ha spie ovunque, anche nella guarnigione e sparse per la strada e se uno di loro colpisse Ciccio Pasticcio con una freccia, riuscirebbe ad entrare in possesso del messaggio; inoltre, se riuscisse a comprendere l'algoritmo con cui è stato cifrato il messaggio, saremmo fregati. Dunque, l'esistenza del messaggio è un segreto; l'algoritmo di cifratura è un segreto; il risultato della cifratura è un segreto. Ci sono un bel po' di segreti e quanti più segreti ci sono in gioco, tanto meno sicuri si è, specialmente se alcuni di questi sono condivisi. Una volta condivisi, i segreti non sono più tali.
Il tempo passa, gli avvenimenti si susseguono e alla fine Tesla inventa la radio, nonostante sia Marconi a prendersene il merito. Questa è una notizia buona e cattiva allo stesso tempo per la crittografia: da un lato, i nostri messaggi possono raggiungere chiunque abbia un ricevitore ed un'antenna, che è una cosa grande per i cinque coraggiosi cronisti che lavorano dietro le linee nemiche. D'altro canto, chiunque abbia un'antenna può ascoltare i nostri messaggi, ciò vuol dire che non è più pratico mantenere segreta l'esistenza di un messaggio. Ogni volta che Adolf spedisce un messaggio a Berlino, può ritenere che Churchill lo ascolti.
La cosa va bene, poiché in quel periodo esistevano già i calcolatori — grossi, voluminosi e primitivi calcolatori meccanici, ma sempre calcolatori. I calcolatori sono macchine per riarrangiare i numeri e così gli scenziati, da ambo i lati, ingaggiarono un'amichevole competizione per inventare il metodo più chiaro che potessero per riarrangiare i testi rappresentati numericamente, in modo che la parte avversa non li potesse decifrare. L'esistenza del messaggio non è più un segreto, ma l'algoritmo di cifratura sì.
Tuttavia, ci sono ancora troppi segreti. Se Bobby riuscisse a venire in possesso di una delle macchine degli enigmi di Adolf, potrebbe illuminare Churchill. Voglio dire, questa sarebbe stata una buona notizia per Churchill e noi, ma cattiva per Adolf. Addirittura, sarebbe una cattiva notizia per chiunque volesse mantenere un segreto.
Aggiungiamo delle chiavi: un cifratore che usa delle chiavi è ancora più sicuro. Anche se il cifratore viene scoperto, anche se il risultato della cifratura viene intercettato, senza la chiave (o una falla) il messaggio è ancora segreto. Nel dopoguerra, la cosa divenne doppiamente importante, poiché abbiamo cominciato a comprendere quella che io chiamo legge di Schneier: «Ogni persona può inventare un sistema di sicurezza così semplice da non riuscire a trovare un modo per violarlo». Ciò vuol dire che l'unico metodo sperimentale per scoprire se si sono commessi degli errori nel creare un cifratore consiste nel parlarne a quante più persone geniali possibile, chiedendo loro di trovare un modo per violarlo. Senza questo critico passo, si finirebbe, eventualmente, col vivere in un paradiso di sciocchi, in cui un attaccante ha violato il cifratore anni fa e sta comodamente decifrando tutto quanto riesce ad intercettare dei messaggi, ridacchiando di noi.
Meglio di tutto, ora c'è solo un segreto: la chiave. Inoltre, con la crittografia a chiave doppia, diventa ancora più semplice per Alice e Bob mantenere i loro segreti lontani dalle grinfie di Carol, anche se non si incontrassero mai. Fino a quando Alice e Bob riusciranno a tenere segrete le loro chiavi, possono assumere che Carol non riuscirà a decifrare i loro messaggi, anche se ha accesso al cifratore ed al testo cifrato. Come se non bastasse, le chiavi sono i segreti più e semplici, dunque ancora più facili da nascondere a Carol. Hurrà per Bob ed Alice!
Ora, applichiamo quanto appena detto al DRM.
Nel DRM, l'attacante è lo stesso ricevente. Non è Alice, Bob e Carol, solo Alice e Bob. Alice vende un DVD a Bob. Gli vende anche un riproduttore di DVD. Il DVD contiene un film — immaginiamo sia "Pirates of the Caribbean" (NdT: "La maledizione della prima luna") — che è criptato con un algoritmo chiamato CSS — Content Scrambling System. Il riproduttore DVD ha un decodificatore CSS.
È arrivato il momento di fare un resoconto di cosa sia un segreto: l'algoritmo con cui si cripta è ben noto. Il testo cifrato è completamente nelle mani del nemico! Ed ora? Fino a quando la chiave non è nota all'attaccante, possiamo dormire sonni tranquilli.
Ma ecco sorgere il problema. Alice vuole che Bob compri "La maledizione della prima luna" da lei. Bob lo comprerebbe soltanto se potesse decifrare il VOB — oggetto video —, criptato con CSS, sul suo riproduttore DVD. In caso contrario, il disco sarebbe utile a Bob solo come sottobicchere. Dunque, Alice dovrà fornire a Bob — l'attaccante — la chiave, il metodo di cifratura ed il dato criptato.
Ilarità generale.
Violare i sistemi per il DRM è questione di minuti, certe volte di giorni. Raramente ci vogliono mesi. Non è così perché chi lo fa è un genio. Non è così nemmeno perché ci siano errori negli algoritmi. Alla fine, tutti i sistemi per il DRM condividono un errore comune: forniscono a chi li vuole infrangere il dato criptato, il metodo per criptare e la chiave. A questo punto, il segreto non è più tale.
Alzi la mano chi sta pensando qualcosa del tipo "Ma il DRM non deve essere usato per proteggere dai geni, ma dalla gente comune, è un po' come uno di quei dossi artificiali che si usano per far ridurre la velocità".
Potete abbassare le mani.
Questa è una convinzione del tutto sbagliata e per ben due ragioni: una tecnica ed una sociale. Alla fine, però, sono ambedue dannose per la società.
Ecco la ragione tecnica: non c'è bisogno di essere degli esperti per infrangere un sistema DRM. Basta soltanto essere in grado di fare una ricerca su Google, Kazaa o un qualsiasi altro strumento per ricerche generiche, per trovare che qualcuno più bravo ha scoperto come fare.
Alzi la mano ora chi ha in testa un pensiero del tipo "Ma NGSCB può risolvere questo problema: racchiuderemo i segreti nella scheda principale, coprendo il tutto con qualche resina epossidica".
Potete abbassare le mani.
Alzi la mano chi è uno dei co-autori del documento su "Darknet".
Gente del primo gruppo, ecco, vi presento i co-autori del documento. In questo, tra le altre cose, si dice che il DRM sarà un fallimento proprio per questa ragione. Potete abbassare le mani, gente.
Ecco ora la ragione sociale per cui il DRM fallirà: mantenere un onesto utente tale è come mantenere alto un utente che lo è già. I produttori di sistemi DRM dicono che la loro tecnologia è studiata per essere a prova di utente medio, non organizzazioni criminali come i pirati ucraini, che producono milioni di copie contraffatte di alta qualità. Non è studiata per resistere a smaliziati studenti universitari. Non è studiata per resistere a chiunque sia in grado di modificare il suo registro di configurazione o sia in grado di premere il tasto "shift" al momento giusto o utilizzare un motore di ricerca. Alla fine di tutto, si capisce come i sistemi DRM siano progettati solo per resistere all'utente meno competente.
Ecco una vera storia su una persona di mia conoscenza che è stata fermata da un sistema DRM. È una ragazza intelligente, di cultura universitaria ed è completamente digiuna di elettronica. Ha tre bambini. Ha un lettore DVD nel soggiorno ed un vecchio videoregistratore nella stanza dei giochi dei suoi bambini. Un giorno ha portato a casa, per i suoi bambini, il DVD di "Toy Story". Un investimento considerevole e, visto che tutto quello che toccano i suoi bambini viene ricoperto di marmellata, ha deciso di riversare il contenuto del DVD su una videocassetta e dare quella ai bambini — di modo che potesse fare una nuova copia quando questa si fosse rovinata. Ha collegato il DVD al videoregistratore, ha fatto partire la riproduzione sul lettore DVD e la registrazione sul videoregistratore, mettendosi ad aspettare.
Prima di andare avanti, vorrei che ci fermassimo un momento e ci meravigliassimo tutti di ciò. Abbiamo a che fare con una persona tecno-impedita, ma capace di costruirsi un modello mentale con sufficiente accurateza che gli ha fatto capire di poter connettere i cavi nel giusto ordine per duplicare il disco digitale sul nastro analogico. Immagino che ciascuno dei presenti sia il più capace nella propria famiglia per quanto riguarda la tecnologia: non sarebbe bello se tutti i nostri amici e parenti non esperti fossero così furbi?
Vorrei anche far notare che siamo al cospetto di un utente di proverbiale onestà. Non voleva fare una copia per il vicino di casa; non stava facendo una copia per venderla in un mercatino per strada. Non stava nemmeno estraendo, per poi codificarlo in DivX, il contenuto del DVD sul suo disco fisso, mettendolo in condivisione con Kazaa. Lei stava solo facendo qualcosa di onesto — trasferire il film da un formato ad un altro. Ne stava facendo un uso personale.
Purtroppo, non c'è riuscita. Inserito all'interno — per legge — in ogni DVD e VHS, c'è un sistema DRM chiamato Macrovision che crea problemi con l'intervallo di ridisegnamento dell'immagine in una TV, perciò ogni videocassetta fatta in questo modo sarà inutilizzabile. Il Macrovision può essere aggirato con un aggeggio che costa 10 dollari su eBay. Tuttavia, la nostra eroina non ne sapeva alcunché. Lei è "onesta", poco competente nel campo della tecnologia, non stupida, attenzione, solo ingenua.
Il documento su Darknet si occupa proprio di questa evenienza, predice addirittura cosa farà questa persona nel lungo periodo: scoprirà Kazaa e la prossima volta che vorrà prendere un film per i suoi bambini lo scaricherà dalla rete e lo masterizzerà per loro.
Per allontanare quanto più possibile quel giorno, i nostri legislatori ed i grossi detentori di diritti hanno tirato fuori una politica disastrosa, chiamata anti-circonvenzione.
Ecco come funziona: se si mette un blocco — un controllo d'accesso — su un lavoro protetto da diritto d'autore, è illegale infrangere quel blocco, è illegale realizzare uno strumento per violarlo ed è illegale dire a qualcuno dove trovare le informazioni su come fare un tale strumento.
Ricordate la legge di Schneier? Chiunque può studiare un sistema di sicurezza così semplice da non poterne scoprire i difetti. L'unico modo per trovare difetti in materia di sicurezza è rendere noto il funzionamento del sistema ed invitare il pubblico a commentarlo. Viviamo, però, in un mondo in cui ogni metodo crittografico utilizzabile per ingabbiare un lavoro protetto da copyright non è sottoponibile ad un tale tipo di commenti. Questa è una cosa che un professore di ingegneria di Princeton, Ed Felten, ha scoperto a sue spese quando inviò ad una conferenza accademica un suo articolo sui difetti della "Secure Digital Music Initiative", una specie di meccanismo anti-contraffazione proposto dall'industria discografica. La RIAA ha reagito minacciando di denunciarlo se solo avesse provato a parlare. Li abbiamo combattuti perché Ed è il genere di cliente che ogni avvocato contestatore vorrebbe: una persona inattaccabile e per bene, così la RIAA ha perso. Fortunato Ed, in fin dei conti. Potrebbe essere che il prossimo non lo sia altrettanto.
E di fatti, il successivo non lo è stato. Dmitry Sklyarov è un programmatore russo che ha tenuto una conferenza ad un incontro di hacker a Las Vegas sui difetti delle protezioni negli e-book della Adobe. La FBI lo ha sbattuto in prigione per 30 giorni. Ha poi patteggiato, tornando a casa in Russia, dove l'equivalente del Dipartimento di stato ha emanato un avvertimento generico ai suoi ricercatori, affinché si tenessero lontani dalle conferenze americane, visto che gli Stati Uniti sembravano essere diventati uno di quei paesi in cui queste sono cose illegali.
L'anti-circonvenzione è uno strumento potente per chi vuole stroncare la competizione. Se si sostenesse che i software di gestione delle proprie autovetture sono un lavoro protetto da copyright, si potrebbe perseguire chiunque realizzasse uno strumento per potervisi interfacciare. Questa non è una notizia cattiva solo per i meccanici. Si pensi anche a tutti quelli che amano elaborare le proprie auto per migliorarne le prestazioni. Ci sono compagnie come Lexmark che affermano che le loro cartucce contengono un lavoro protetto da diritti d'autore — nella fattispecie, un software che entra in modalità "Sono vuota" quando finisce l'inchiostro — ed ha denunciato i costruttori di cartucce che erano in competizione con lei che si sono permessi di rigenerarle, disattivando la modalità in questione. Anche le compagnie che costruiscono porte automatiche per i garage sono scese in campo, dicendo che i software interni dei loro ricevitori sono materiale protetto. Automobili protette, cartucce e automatismi per garage: a chi toccherà la prossima volta? Forse alle lampade?
Anche in un contesto di opere legittimamente — mi si perdoni, "tradizionalmente" — protette, come i film su DVD, l'anti-circonvenzione è un pessimo affare. I diritto d'autore è un complesso equilibrio; da all'autore ed agli assegnatari alcuni diritti, ma ne riserva alcuni anche per il pubblico. Ad esempio, uno scrittore non ha il diritto di proibire ad alcuno di trasportare il suo libro in un formato che ne consenta la fruizione anche a persone videolese. Ancora più importante, un autore ha un'influenza molto limitata su ciò che si può fare una volta acquistato legittimamente una sua opera. Se comprassi i vostri libri, i vostri dipinti o i vostri DVD, questi mi apparterrebbero, sarebbero mia proprietà. Non una mia "proprietà intellettuale", ovvero una stravagante forma di pseudo-proprietà che è tanto piena di eccezioni, semplificazioni e limitazioni quanto una forma gruviera è piena di buchi; ma non una reale, seria e tangibile forma di proprietà, come è stato inteso per secoli nei tribunali.
L'anti-circonvenzione, tuttavia, permette ai detentori di diritti di inventare nuove ed eccitanti forme di copyright per loro stessi, scrivere leggi private senza responsabilità o deliberazioni, che espropriano a loro favore gli interessi dell'utente riguardo ciò che acquista. I DVD a codifica regionale ne sono un esempio: non esiste alcuna legislazione sul diritto d'autore, qui e in qualsiasi altro posto che conosco, che permetta ad un autore di controllare dove si possa beneficiare del suo lavoro creativo, una volta che lo si è acquistato. Si può acquistare un libro, metterlo in borsa e portarlo con sè dovunque, da Toronto a Timbuctù, e leggerlo dovunque ci si trovi: posso anche comprare libri negli Stati Uniti e portarli in Inghilterra, dove l'autore può avere un accordo di distribuzione esclusiva con un editore locale che rivende il libro al doppio del prezzo statunitense. Quando ho finito di leggerlo, posso venderlo o regalarlo in Inghilterra. Gli avvocati che si occupano di diritto d'autore chiamano questo processo "Prima vendita", ma si può più semplicemente pensare a ciò come ad una forma di "Capitalismo".
Le chiavi necessarie a decifare un DVD sono controllate da un'organizzazione chiamata DVD-CCA, chi le vuole utilizzare deve sottostare a tutta una serie di richieste contrattuali. Tra queste ne è presente una chiamata "codifica regionale": se si compra un DVD in Francia, questo avrà un segnale per dire "Sono un DVD francese", portandolo in America, il nostro riproduttore DVD confronterà i segnali regionali con la sua lista di stati permessi e se non troverà una corrispondenza, dirà che non si è autorizzati a riprodurre quel disco.
Si tenga a mente che non c'è alcuna legge sul copyright che permetta ad un autore di fare ciò. Non è stato un caso che si sia tralasciato ogni riferimento geografico quando è stata scritta la legge sul diritto d'autore e si è consentito agli autori il diritto di controllare la visione, l'esecuzione, la duplicazione, i lavori derivati e così via. È stata una cosa fatta di proposito.
Così, qualora un DVD francese non funzionasse negli Stati Uniti, non avverrebbe perché sarebbe perché illegale farlo, ma perché le case cinematografiche hanno inventato un modello d'affari ed una legge sul copyright per tenere la cosa in piedi. Il DVD è proprietà di chi lo acquista e così pure il riproduttore DVD, ma se si infrangesse il metodo di codifica regionale, si violerebbero le leggi anti-circonvenzione.
Questo è quanto accaduto a Jon Johansen, un adolescente norvegese che voleva vedere DVD francesi sul suo riproduttore norvegese. Insieme con alcuni suoi amici ha scritto un programma per infrangere il CSS, di modo che potesse realizzare il suo desiderio. Ora è un uomo ricercato negli Stati Uniti; inoltre, le case cinematografiche hanno fatto pressioni magistratura norvegese affinché venisse accusato di accesso illecito ad un sistema informatico. Quando la sua difesa ha chiesto "quale sistema informatico Jon avesse violato", la risposta è stata "il suo".
La sua reale, concreta e tangibile proprietà era stata espropriata dalla strana, nozionistica e metaforica proprietà intellettuale sul suo DVD: il DRM sarebbe legale solo se il vostro riproduttore diventasse proprietà dell'autore del DVD che state vedendo.
Questa è la peggiore delle implicazioni introdotte dal DRM e cioé che i costruttori di dispositivi di riproduzione digitale possano specificare quali registrazioni siano fruibili e che la gente che fa queste registrazioni abbia una sorta di diritto di veto sulla progettazione di questi dispositivi.
Un principio di questo genere non si era mai visto prima: infatti, da che mondo è mondo è stato sempre l'esatto contrario. Si pensi a tutto ciò che può essere collegato ad un'interfaccia parallela o seriale, tutte cose che gli inventori di queste interfacce, magari, non avrebbero mai immaginato. La nostra forte economia e la nostra rapida innovazione sono una conseguenza della possibilità per ciascuno di noi di fare cose che possono essere collegate ad altre: dal tagliaerba che si collega all'aspirapolvere a quella specie di priovra che vediamo uscire dagli accendisigari delle automobili, le interfacce standard per le quali è possibile costruire un qualcosa sono da sempre il sistema con cui sono diventati miliardari topi di laboratorio e secchioni.
I tribunali hanno sempre confermato questo principio. Un tempo era illegale inserire qualcosa che non provenisse da AT&T nella propria presa del telefono. Dicevano che questo era necessario per garantire la sicurezza della rete, in realtà tutto ciò era una specie di pizzo che consentiva ad AT&T di noleggiare apparecchi telefonici alla gente, fino a quando non ne veniva pagato almeno un migliaio di volte il valore reale.
Quando questo divieto venne abbattuto, si creò un mercato di apparecchi telefonici di concorrenza, dalle novità in campo di telefonia, alle segreterie telefoniche, ai telofoni senza filo manuali ed auricolari — milioni di dollari di attività economica sono stati persi a causa di un'interffaccia oscura. Si noti che la AT&T ha massicciamente beneficiato di ciò: si inserirono infatti anche nel mercato dei kit telefonici.
Il DRM è l'equivalente di queste interfacce hardware chiuse. Robert Scoble è un sentimentale che mantiene un blog, dove ha scritto un saggio sui metodi migliori per proteggere gli investimenti fatti per acquistare muscica digitale. Si dovrebbe comprare la musica da Apple con un iTunes o la musica DRM di Microsoft? Secondo Scoble la musica DRM di Microsoft è un investimento più sicuro, dato che Microsoft ha licenze più diffuse per i suoi formati proprietari e dunque si avrebbe a disposizione una fauna di dispositivi più vasta tra cui scegliere, qualora si volesse acquistare qualcosa per ascoltare questa musica virtuale.
Che idea strana idea: si dovrebbe scegliere l'acquisto di musica sulla base di quale compagnia di registrazione consente il maggiore assortimento nella scelta di un riproduttore per i suoi dischi! È come dire a qualcuno di comprare Betamax invece del Cinescopio Edison perché Thomas Edison è uno spilorcio quando dà in licenza i suoi brevetti; tutto questo senza considerare l'inarrestabile marcia del formato aperto VHS.
È un cattivo affare. Quello del DVD è un formato in cui la gente che produce le registrazioni vuole anche fare i riproduttori. Ci si ponga una domanda: quanta innovazione c'è stata nei riproduttori DVD negli ultimi dieci anni? Sono diventati più economici e più piccoli, ma dov'è finito lo strano e divertente mercato di DVD avviato dai videoregistratori? C'e' una azienda che ha creato il primo jukebox per DVD con disco rigido. Un aggeggio che può contenere fino a 30 film, e fanno pagare 27.000 dollari per questo coso. Stiamo parlando di un disco rigido da 300 dollari e un computer da 300 dollari — tutto il resto è il costo dell' anti-competizione.
Cosa dire degli artisti? Il regista che ha lavorato duramente, lo scrittore sporco d'inchiostro, la dura stella del rock intossicata dall'eroina? Noi poveri zoticoni della classe creativa siamo la mascotte preferita di tutti qui: la RIAA e la MPAA ci tengono in braccio e dicono "Qualcuno vuole occuparsi dei nostri bambini?" Gli utenti che mettono in condivisione dati su reti peer-to-peer dicono, invece, "D'accordo, noi stiamo pensando agli artisti, ma voi industrie discografiche siete il sistema, a chi importa cosa vi accade?".
Per capire cosa fa agli artisti il DRM bisogna capire come interagiscono diritto d'autore e tecnologia. Il diritto d'autore è intrinsecamente tecnologico dato che le cose a cui si applica — copiare, trasmettere e via dicendo — sono intrinsecamente tecnologiche.
Il rotolo di carta forata è stato il primo sistema per copiare musica in maniera economica. È stato inventato in un tempo in cui la forma principale di intrattenimento era portare a suonare nel proprio soggiorno un pianista talentuoso, mentre si cantava a ritmo. All'epoca l'industria della musica consistema per la maggior parte di editori di spartiti.
La pianola era un mezzo un mezzo di registrazione e riproduzione digitale. Le case che le producevano compravano spartiti e trasformavano le note in segnali binari, riversandoli su un lungo nastro per computer, che rivendevano in migliaia, centinaia di migliaia, milioni di copie. Tutto ciò senza pagare un centesimo agli editori degli spartiti. Siamo in presenza, dunque, di pirati musicali. Ehhhhh!
Come era facile prevedere, compositori ed editori musicali andarono fuori di testa. Sousa si prensentò in Senato e disse:
«Queste macchine parlanti stanno rovinando lo sviluppo artistico della musica nazionale. Quando ero un ragazzo ... davanti tutte le case, nelle notti d'estate, si potevano trovare ragazzi che cantavano insieme le canzoni del momento o quelle vecchie. Oggi, invece, si ascoltano notte e giorno queste macchine infernali. Non ci rimarrà più nemmeno una corda vocale. Il processo evolutivo ci farà perdere le corde vocali, così come ha fatto perdere la coda ai nostri antenati che discendevano dalla scimmia.»
Gli editori chiesero al Congresso di rendere illegale il nastro di carta forata e di studiare una legge che affermasse che ogni nuovo mezzo per riprodurre musica dovesse sottostare al veto della loro associazione di categoria. Fortunatamente per noi, il Congresso capì quale fosse il lato imburrato della fetta di pane e decise di non criminalizzare la forma di divertimento più apprezzata dagli americani.
Rimaneva, tuttavia, il problema del pagamento degli artisti. La Costituzione (NdT: statunitense) delinea i propositi del diritto d'autore: promuovere le arti utili e le scienze. I compositori hanno proposto una storia credibile secondo la quale avrebbero potuto creare di meno qualora non fossero stati pagati per farlo, così il Congresso decise di trovare una soluzione. Ecco cosa si trovò: chiunque avesse corrisposto 2 centesimi ad un editore musicale, avrebbe acquisito il diritto di fare una copia su nastro forato di tutte le canzoni pubblicate dall'editore in questione. Gli editori non potevano dire di no e inoltre nessuno avrebbe pagato un avvocato a 200 dollari l'ora per comprendere se il pagamento dovesse essere 2 centesimi o un nichelino.
Questa licenza obbligatoria è tutt'ora in vigore: quando Joe Cocker canta "With a Little Help from My Friends", corrisponde una tassa fissa all'editore dei Beatles e può continuare tranquillo — anche se Ringo odia la cosa. Se vi siete mai chiesti come Sid Vicious avvesse potuto ottenere da Paul Anka il permesso di cantare "My Way", bene, adesso lo sapete.
Questa tipo di licenza obbligatoria ha creato un mondo in cui mille volte più artisti hanno fatto mille volte più soldi facendo mille volte più musica, che è stata ascoltata da mille volte più persone.
Questa storia si ripete ogni 10 - 15 anni durante il secolo della tecnologia. La Radio è stata creata grazia ad una licenza volontaria generica — le compagnie discografiche si misero insieme e chiesero un'esenzione anti-trust per poter offrire tutta la loro musica ad una tariffa fissa. Alla TV via cavo, invece, ne è capitata una obbligatoria: l'unico modo in cui gli operatori delle TV via cavo riuscivano a mettere le mani sulle trasmissioni era ottenendole illegalmente e immettendole sul cavo; così il Congresso ha preferito legalizzare questa pratica, piuttosto che creare problemi alle TV degli elettori.
Alle volte, i tribunali ed il Congresso hanno semplicemente deciso di rimuovere un copyright — questo è quanto accaduto con il videoregistratore. Quando Sony lo ha commercializzato nel 1976, le case cinematografiche avevano già ben chiara in mente quale dovesse essere l'esperienza del guardare un film in soggiorno: avevano, infatti, concesso in licenza un sistema per riprodurre film su un dispositivo chiamato Discovision, che riproduceva dischi grandi quanto un 33 giri, inutilizzabili dopo poche volte che li si usava. Una specie di antenato del DRM.
Gli studiosi di diritto d'autore dell'epoca non davano grosse possibilità di sopravvivenza al videoregistratore. La Sony sosteneva che i suoi apparecchi consentissero di mettere in pratica un "fair use" (Ndt: simile ad "uso corretto") del prodotto protetto, definito come un uso tale che un tribunale lo possa ritenere una valida difesa alla violazione di diritto d'autore, basandosi su quattro fattori: se l'uso trasforma il lavoro in qualcosa di nuovo, come un collage; se viene usata una parte o l'intero lavoro; se il lavoro è di valore artistico o meno; e se l'uso limita in qualche modo gli affari dell'autore.
Il Betamax fallì su tutti e quattro i fronti: quando si registrava un film da una trasmissione televisiva, si faceva un uso non trasformativo del 100% di un opera creativa in un modo che metteva direttamente a rischio gli introiti dei diritti su Discovision.
Jack Valenti, il portavoce delle industrie cinematografiche, disse al Congresso nel 1992 che il videoregistratore sta all'industria cinematografica americana "come lo strangolatore di Boston sta ad una donna sola a casa".
Ma la Corte Suprema nel 1984 decise a sfavore delle lobby hollywoodiane, quando determinò che qualsiasi dispositivo in grado di permettere un uso che non fa violare alcun diritto d'autore non sia illegale. In altre parole, "Non ci beviamo la storia dello strangolatore di Boston: se il vostro piano d'affari non può sopravivvere a questo strumento ad indirizzo generico, è tempo di cambiare piano o dichiarare il fallimento.
Hollywood intraprese una nuova linea d'affari, così come fecero prima le TV, gli artisti di Vaudeville, gli editori musicali e ciò garantì una maggiore produzione di opere d'arte, con un conseguente aumento del compenso per gli artisti, ed il raggiungimento di un più vasto pubblico.
C'è un fattore che accomuna ogni nuovo modello di business: ciascuno di questi deve adattarsi al mezzo di comunicazione per cui è concepito.
Questa è la caratteristica principale di ogni nuovo supporto di successo: è coerente con sè stesso. La Bibbia di Lutero non ebbe successo sugli stessi binari che vedevano protagoniste Bibbie copiate a mano da monaci; principalmente perché erano brutte, non erano scritte nel latino ecclesiastico, non c'era alcuna persona che le leggesse in pubblico e le interpretasse, non rappresentavano il frutto del devoto, con la d maiuscola, lavoro di qualcuno che ha speso la propria vita per il Signore. L'unica cosa che fece avere successo alla Bibbia luterena fu il fatto che questa fosse più eterogenea: era più popolare perché più diffusa; Qualunque fattore di successo di un nuovo mezzo di comunicazione impallidisce di fronte alla sua rapidità di diffusione. Gli organismi più diffusi sul nostro pianeta sono quelli che si riproducono di più: insetti e batteri, nematodi e virus. La riproduzione è il migliore meccanismo di sopravvivenza.
Il nastro forato non suonava bene come un abile pianista, ma era alla portata di tutti. La radio difettava del potere sociale dell'esibizione dal vivo, ma erano molte di più le persone che potevano costruirsi un apparecchio ricevente e configurarlo correttamente, di quelle che potevano entrare nel più vasto teatro Vaudeville. Gli MP3 non sono accompagnati da un libretto, non sono venduti da un commesso informatissimo che può aiutarvi nella scelta,mentre le compressioni di cattiva qualità e i brani troncati sono frequenti. Una volta ho scaricato una versione di 12 secondi di "Hey Jude" da Napster. Ciò nonostante, gli MP3 stanno surclassando i CD. Non so più che farmene dei CD: li compro e mi sembrano un po' come quella custodia a sacchetto per i vestiti che danno nei negozi di un certo livello, sono utili e mi sento un cretino quando li butto via, ma, cazzo, quanti me ne possono mai servire? Posso salvare 10000 canzoni sul mio portatile, ma una pila di dischi che contiene gli stessi brani con i libretti e le custodie, quella si sarebbe un ostacolo. Questa è duttilità e rientra tra le mie spese mensili immagazzinamento.
Ecco le due più importanti cose da sapere su i calcolatori e Internet:
Qualunque nuovo mezzo di comunicazione che si affermi in questo settore dovrà considerare questi due fattori, non lo si dimentichi. Una rotativa è una macchina che sputa fuori velocemente giornali stampati a bassa qualità: qualora si provassero a fare litografie di opere d'arte, verrebbe fuori spazzatura. Se invece si provassero a fare giornali, si otterrebbe la base di una società libera.
Con Internet è la stessa cosa. Nel momento di massima popolarità di Napster, i dirigenti delle case discografiche si presentavano alle conferenze e dicevano che nessuno voleva MP3 compressi con perdita di qualità, senza libretti illustrativi, con file troncati e con errori ortografici nei metadati.
Al giorno d'oggi, ascoltiamo gli editori di libri elettronici dirsi l'un l'altro e a chi li ascolta che l'ostacolo principale per i loro prodotti è la risoluzione dello schermo. È una balla, così come lo è anche tutto il sermone su quanto possa sembrare bello un libro nella vostra libreria, come profumi e come ci si possa addormentare stringendolo. Questi sono fatti ovvi e falsi, come l'idea che la radio decollerà quando scopriranno come vendere al pubblico "hotdog" durante l'intervallo; o che i film raggiungeranno realmente l'apice del successo quando si riuscirà a far uscire alla fine gli attori dallo schermo per un bis; oppure che ciò di cui la riforma protestante aveva realmente bisogno fosse la Bibbia di Lutero con illustrazioni in fac-simile ai bordi ed un prete in affitto per leggere la prorpia parola del Signore.
I nuovi media non hanno successo perché sono come i vecchi, solo meglio: hanno successo perché sono peggio dei vecchi nel fare qualcosa che questi già facevano bene e perché migliori nel fare qualcosa che i vecchi facevano già male. I libri sono eccellenti con la loro carta biana, ad alta risoluzione, con pochi requisiti per consentirne la lettura, economici e piazzabili ovunque. Gli ebook sono ottimi per essere gratutitamente ed ovunque nel mondo allo stesso tempo, in una forma così manovrabile che li si possono copiare per intero con IM (NdT: un programma di messaggeria istantanea che consente il trasferimento di file), o copiarli una pagina al giorno in una lista di discussione elettronica.
L'unica forma di pubblicazione elettronica che ha un vero successo — parlo di centinaia di migliaia, milioni di copie distribuite e lette — è quella che riguarda i libri diffusi dai pirati, in cui libri ottenuti con uno scanner o con un OCR vengono distribuiti su reti peer-to-peer. Gli unici legittimi editori che hanno successo nella pubblicazione elettronica di contenuti sono quelli che distribuiscono i propri libri su internet senza vincoli tecnologici: gli editori come "Bean Books" ed il mio, "Tor", che rendono disponibile il proprio catalogo, o parte di esso, in formati come l'ASCII, l'HTML o il PDF.
I libri elettronici che funzionano solo su un certo tipo di dispositivi, i sistemi DRM ustati per restringere l'uso e la copia di questi, sono tutte cose che stanno clamorosamente fallendo. Le vendite sono dell'ordine delle decine, solo a volte centinaia di unità. La fantascienza è un mercato di nicchia, ma quando le vendite sono dell'ordine decine di copie, non è neanche un business, è giusto un hobby.
Ognuno di noi si trova su una curva che finirà col mostrare che ogni giorno leggeremo sempre più parole da sempre più schermi elettronici, in molti delle nostre occupazioni professionali. È un gioco a somma zero, infatti si leggerà sempre meno da un sempre minore numero di pagine reali, man mano che il tempo passerà: il preistorico direttore esecutivo che stampa la sua posta elettronica e detta le risposte alla sua segretaria è destinato a scomparire.
Oggi, in questo stesso istante, la gente sta leggendo qualcosa da uno schermo e lo farà finché ci troverà scritto qualcosa. I bambini rimarranno attaccati ai loro "Game Boy" fino a quando non cascheranno loro gli occhi. Gli adolescenti europei suoneranno ai citofoni con i loro pollici ingrossati dallo scrivere SMS, anziché usare l'indice.
I libri di carta sono l'involucro con cui questi arrivano. Il futuro dei libri cartacei è nelle tipo-rilegatorie economiche, come la "Internet Bookmobile", che può produrre un libro stampato in quadricromia, con copertina lucida, dorso stampato, perfettamente rilegato per un dollaro in 10 minuti. Qualora si avesse bisogno di una copia di un libro, barebbe stamparne uno, o una parte, potendolo anche buttare quando si finisce. Lo scorso lunedì sono stato a SEA-TAC ed ho masterizzato un po' di CD dalla mia collezione di musica, per ascoltarli nella macchina che avrei affittato. Quando lascerò l'auto, li lascerò lì dentro; chi ne ha bisogno?
Tutte le volte che una nuova tecnologia ha aperto una crepa nella legislazione sul diritto d'autore, si è deciso di modificare quest'ultima. Quello sul copyright non è un problema etico, ma utilitaristico. Non c'è alcunché di morale nel pagare un compositore nel pagare per un nastro forato, così come non c'è alcunché di immorale nel non pagare le case cinematorgrafiche per passare su videocassetta un film dato in TV. Sono solo il modo migliore per mettere un equilibrio tra i diritti che hanno le persone con la proprietà fisica di un videoregistratore o lettore di dischi siano rispettati e fornire abbastanza incentivi agli autori affinché continuino a fare spettacoli, msusica, libri e dipinti.
Le tecnologie che creano problemi con il diritto d'autore fanno ciò perché semplificano e rendono più economico il processo di creazione, riproduzione e distribuzione di un'opera. L'attuale modello d'affari del diritto d'autore sfrutta le inefficienze nei vecchi sistemi di riproduzione e distribuzione, e sarà indebolito dalle nuove tecnologie. Le nuove tecnologie, però, ci mettono a disposizione maggiore arte, disponibile ad un pubblico maggiore; la tecnologia esiste proprio per questo.
La tecnologia mette a disposizione una torta più grande dalla quale sempre più artisti possono prendere una piccola fetta. Questo è un tacito dato di fatto, conosciuto ad ogni stadio della battaglia sul diritto d'autore, sin dai tempi del nastro forato per i piani. Quando il copyright e la tecnologia entrano in collisione, è il copyright a cambiare.
Ciò vuol dire che il copyright di oggi — ovvero quello che il DRM vuole sostenere — non viene da giù dalle montagne scritto su due tavole di pietra. È stato creato in tempi recenti per adattararsi alla realtà tecnologica creata dagli inventori della scorsa generazione. Abbandonare ora l'invenzione significherebbe derubare gli artisti di domani dei nuovi affari che potrebbero fare e del nuovo pubblico che potrebbero raggiungere grazie ad Internet e al PC.
Quando Sony ha lanciato il videoregistratore, mise in circolazione un prodotto che poteva riprodurre le registrazioni di Hollywood, ache se le case cinematografiche non gradivano la cosa. L'indotto di industrie che sono cresciute grazie al videoregistratore — noleggio di film, registrazione casalinga, telecamere portatili, perfino il filmino del Bar Mitzvah — ha portato milioni di dollari per Sony e le industrie correlate.
Ne risultò un ottimo affare; anche se Sony perse la battaglia tra i formati Betamax e VHS, i soldi provenienti dall'ampia diffusione del videoregistratore furono abbastanza per tutti.
Ma dopo, Sony acquisì una compagnia di intrattenimento relativamente piccola e cominciò a fare una serie di errori. Quando uscì il formato MP3, i clienti di Sony cominciarono a richiedere un riproduttore MP3 a stato solido (NdT: una sorta di radiolina con un hard disk) e Sony lasciò che il suo reparto musicale conducesse le danze: invece di realizzare un lettore MP3 portatile ad alta capacità, Sony cominciò a vendere le sue "Music Clip", dei dispositivi a bassa capacità che riproducevano formati con sistemi DRM come Real e OpenMG, frutto di qualche mente malata. Sony spese un sacco di soldi nella progettazione di caratteristiche da inserire in questi lettori che impedivano agli acquirenti di spostare liberamente la musica da un dispositivo all'altro. I clienti reagirono standosene per la maggiore alla larga.
Oggi Sony è con l'acqua alla gola nel mercato delle radioline portatili. I leader del mercato sono rappresentati da insignificanti aziende con sede a Singapore, come Creative Labs — il tipo di compagnia che Sony avrebbe solitamente schiacciato come un insetto, prima di essere uniformata alla sua divisione sugli intrattenimenti — e da compagnie di PC come la Apple.
Questo perché Sony ha cercato di commercializzare un prodotto per il quale non esisteva alcuna richiesta di mercato. Nessun cliente di Sony si è mai svegliato dicendo "Accidenti, vorrei che Sony spendesse un sacco di sforzi di modo che possa fare di meno con la mia musica". Di fronte ad un'alternativa, i clienti di Sony hanno reagito entusiasticamente cambiando barca.
La stessa cosa è avvenuta ad un sacco di gente di mia conoscenza che era solita codificare i propri CD nel formato WMA. Voi ragazzi avete venduto loro del software che produce dei file più piccoli e che si sentono meglio rispetto ai codificatori MP3, ma che voi avete modificato in modo che le canzoni così codificate funzionassero solo sul computer su cui erano state create. Ciò vuol dire che quando questa gente ha fatto una copia di salvataggio di questa musica su un altro disco fisso ed ha reinstallato il sistema operativo (una pratica che virus e programmi spia hanno reso più diffusa che mai), ha scoperto che, una volta rimessi al loro posto tutta la propria musica, non potevano più ascoltarla. Il riproduttore diceva di vedere il nuovo sistema operativo come una nuova macchina, bloccando conseguentemente tutti i file musicali.
Il mercato non richiedeva questa "caratteristica". Nessuno dei vostri clienti voleva che faceste costose modifiche ai vostri prodotti per rendere il salvataggio e ripristino dei dati più difficile. Inoltre, non ci sarà occasione in cui i vostri clienti saranno meno disposti a perdonare questi errori come quando dovranno ripristinare le loro configurazioni personali dopo una catastrofica sciagura tecnologica.
Vi parlo della mia esperienza personale. Dato che acquisto un Powerbook ogni 10 mesi e poiché ordino sempre gli ultimi modelli non appena vengono lanciati, prendo un sacco di fregature da Apple. In poche parole, mi capita facilmente di raggiungere il limite dei 3 computer autorizzati per iTunes di Apple e mi vedo costretto a non poter utilizzare le centinaia di dollari spese in musica con iTunes, visto che le mie macchine autorizzate o sono una delle fregature in questione che Apple ha ridotto in pezzi, o sono a riparare oppure sono ad oltre 4000 chilometri da me, come il computer di mia madre, che è a Toronto.
Se non fossi stato un così buon acquirente del materiale di Apple, la cosa mi sarebbe anche potuta andare a genio. Se non fossi stato un evangelizzatore dei prodotti Apple — se non avessi mostrato a mia madre come funziona il negozio musicale di iTunes — la cosa mi sarebbe potuta andare a genio. Se non avessi acquistato così tanta musica da iTunes rendere la masterizzazione su CD e la ri-estrazione e ricodifica di tutti i miei dati un compito troppo gravoso, la cosa mi sarebbe andata a genio.
Ecco come Apple ripaga la mia fiducia, la mia opera di evangelizzazione ed i miei acquisti esagerati: mi tratta come un delinquente, impedendomi di fruire della mia musica ogni volta che il mio Powerbook è a riparare — ovvero, in un periodo in cui non sono per niente disposto ad essere caritatevole con Apple.
Rappresento un caso limite, ma sono comunque un eccellente caso limite. Sarà solo il tempo a farci capire se il modello d'affari di Apple sarà un successo, è sufficiente che il cliente medio raggiunga i miei numeri nell'acquisto di hardware e musica.
Sapete cosa vorrei definitivamente comprare? un riproduttore che mi consentisse di fruire delle registrazioni di tutti. Fino ad ora, l'applicazione più vicina a questo mio desiderio è un software a sorgente aperto chiamato VLC, ma non è il massimo nell'usabilità ed è piena di errori, inoltre non viene pre-installata sul mio computer.
Sony non realizzò un Betamax che riproduceva soltanto i film che Hollywood era disposta a concederle — Hollywood chiese di fare così, proponendo una prima analogica forma di controllo di diffusione alla quale il videoregistratore avrebbe reagito disabilitando la registrazione. Sony ignorò queste richieste, realizzando il prodotto che si aspettava i propri clienti desiderassero.
Sono un cliente di Microsoft. Così come altri clienti, vorrei un lettore in grado di riprodurre qualunque cosa gli dia in pasto e penso voi siate la compagnia che può darmelo.
Certo, questo violerebbe quanto stabilito dall'attuale legislazione sul copyright, ma è già da decenni che Microsoft realizza strumenti che cambiano la legge sul copyright. Outlook, Exchange ed MSN sono strumenti che consentono violazioni su larga scala di tale legge.
Ancora di più, IIS ed i vostri proxy con cache fanno e trasmettono copie di documenti senza il consenso del loro autore, qualcosa che, se oggi è legale, lo è solo perché compagnie come Microsoft sono andate avanti, l'hanno fatto e hanno sfidato il legislatore e le forze dell'ordine a perseguirli.
Microsoft ha preso le parti dei suoi clienti e del progresso, vincendo in maniera così decisiva che pochi si sono accorti che ci sia stata effettivamente una battaglia.
Fatelo di nuovo! Questa è una compagnia che guarda dritto negli occhi le più cattive e determinate autorità anti-trust del mondo, ridendo loro in faccia. A confronto con la gente dell'anti-trust, i legislatori che si occupano di diritto d'autore sono delle mezze cartucce.
Nel libro di Siva Vaidhyanathan, "L'anarchico in biblioteca", l'autore parla del perché le case cinematografiche siano così cieche nei confronti dei desideri dei loro clienti. Ciò accade perché gente come me e voi ha passato gli anni 80 e 90 raccontando cattive storie di fantascienza su un'improbabile tecnologia DRM che avrebbe consentito loro di far pagare una piccola somma di denaro ogni volta che qualcuno avrebbe guardato un film. Si vuole andare velocemente in avanti? Basterebbe sganciare un penny. Mettere in pausa costerebbe due centesimi l'ora. Togliere la voce, invece, costerebbe un quarto di dollaro.
Quando, lo scorso mese, la Mako Analysis ha pubblicato il suo rapporto in cui consigliava alle compagnia telefoniche di non supportare i telefoni Symbian, si stava soltanto scrivendo l'ultima parte di questa storia. La Mako sostiene che i telefoni come il mio P900, che può utilizzare file MP3 come suonerie, sarebbero un danno per l'economia dei telefoni cellulari, perché porterebbero al fallimento quelli che vendono suonerie per cellulari a prezzi eccessivi. Quello che la Mako dice, in altre parole, è che solo perché si acquistano i CD, non vuol dire che sia possibile ascoltarli nel proprio lettore MP3 ed anche se si potessero sentire nel lettore MP3, non vuol dire si possa utilizzarli come suonerie. Mi chiedo proprio come la pensino circa le radio-sveglie che possono far partire un cd per svegliare la gente al mattino. Che questo stia strangolando il nascente mercato delle suonerie per allarmi?
Per il momento, i clienti delle compagnie telefoniche vogliono telefoni Symbian, quanto meno, le compagnie telefoniche capiscono che se non li vendono, qualcun altro lo farà al posto loro.
Le opportunità di mercato per un dispositivo realmente efficiente sono enormi. C'è una compagnia qui fuori che fa pagare 27.000 dollari per un jukebox per DVD — andate fuori e rubategli la merenda! Steve Jobs non lo farà: alla D Conference ha suggerito ai dirigenti delle case cinematografiche di non distribuire film ad alta definizione fino a quando non saranno sicuri che nessuno sarà in grado di realizzare un masterizzatore DVD ad alta definizione per pc.
Magari non sono interessati alle sue fesserie, ma non provano nemmeno interesse per quello che vendete voi. All'incontro del gruppo di discussione sulla protezione della diffusione, quello da cui è venuta fuori la "Broadcast Flag", la posizione delle case cinematografiche era: "Compreremo i sistemi DRM di chiunque, tranne Microsoft e Philips". Quando ho incontrato gli esperti inglesi della versione europea della "Broadcast Flag" durante il forum "Digital Video Broadcasters", mi è stato detto "Bene, in Europa la questione è diversa: principalmente c'è paura che qualche compagnia americana come Microsoft cerchi di mettere lo zampino nel panorama televisivo europeo".
Le case cinematografiche americane non volevano che l'industria elettronica giapponese conquistasse una fetta del mercato dei film, così hanno combattuto il videoregistratore. Oggi, chiunque faccia film concorda sul fatto di non volere che voi vi mettiate tra loro ed i loro clienti.
Sony non ha chiesto alcun permesso. Nemmeno voi dovreste chiederlo. Andate a costruire un lettore che può riprodurre le registrazioni di noi tutti.
Perché, se voi non lo farete, ci sarà altra gente che se ne occuperà.
Ultimo aggiornamento: $Date: 2004/06/30 09:34:31 $