[Andrea Brugiolo <nick@linux.it>] Re: [Discussioni] "La guerra Linux-Windows"

Andrea Capriotti capriott@gulliver.unian.it
24 Apr 2001 01:47:20 +0200


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Content-Transfer-Encoding: quoted-printable

Mi scrive Andrea B.:
++++++++++++++++++++++++
se riporti anche la mia  risposta successiva ti ringrazio, cos=EC
mi risparmi  di riscriverla  e magari postare  cose che  non vuoi,
altrimenti lo faccio io... grazie

Riciao :))
++++++++++++++++++++++++
Provvedo e, in parte, sono d'accordo sull'uso "amichevole" del termine
eversivo.=20
Certo che diventa difficile discutere con la Pubblica Amministrazione
ponendosi come "forza eversiva".

Saluti
--=20
Andrea Capriotti

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Content-Description: Forwarded message - Re: [Discussioni] "La guerra
	Linux-Windows"
Content-Type: message/rfc822

Return-Path: <andrea@samantha.psy.unipd.it>
Received: from samantha.psy.unipd.it (postfix@samantha.psy.unipd.it
	[147.162.145.195]) by gulliver.unian.it (8.9.3/8.9.3) with ESMTP id
	BAA27920 for <capriott@gulliver.unian.it>; Tue, 24 Apr 2001 01:18:44 +0200
Received: by samantha.psy.unipd.it (Postfix, from userid 1000) id
	5B76E9BBA; Tue, 24 Apr 2001 01:19:02 +0200 (CEST)
Date: Tue, 24 Apr 2001 01:19:02 +0200
From: Andrea Brugiolo <nick@linux.it>
To: Andrea Capriotti <capriott@gulliver.unian.it>
Subject: Re: [Discussioni] "La guerra Linux-Windows"
Message-ID: <20010424011902.A20494@samantha.psy.unipd.it>
Reply-To: Andrea Brugiolo <nick@linux.it>
References: <987795411.831.0.camel@debian> <3AE09A96.EC7D4B01@libero.it>
	<987800265.831.1.camel@debian> <87itjxjg79.fsf@nerone.cybervalley.org>
	<988056885.1167.6.camel@debian> <988060404.1160.9.camel@debian>
	<20010423233442.B20046@samantha.psy.unipd.it>
	<988065958.1792.4.camel@debian>
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User-Agent: Mutt/1.2.5i
In-Reply-To: <988065958.1792.4.camel@debian>; from
	capriott@gulliver.unian.it on Tue, Apr 24, 2001 at 12:45:57AM +0200
Status:   
X-Evolution: 00000268-0000

On Tue, Apr 24, 2001 at 12:45:57AM +0200, Andrea Capriotti wrote:
> [...]
> >         O  ti riferisci  alla parte  politica? (Tieni  presente che  il
> >     Manifesto è  un giornale politico:  è ovvio che  siano interessati,
> >     anche, a questo aspetto).
> 
> Questo e' ammissibile ma non mi pare affatto corretto usare il termine
> "eversivo"!

        Attento:  nel  linguaggio  politico  di chi  scrive  (e  legge)
    abitualmente  il  Manifesto,  eversivo  non  ha  un'accezione  così
    negativa, anzi...  Guarda che  l'autore, con questo  linguaggio, lo
    sta approvando..! :}
 
> > > Fu Richard Stallman, testardo e coriaceo
> > > programmatore del Massachusetts Institute of Technology. Creò una sua
> > > organizzazione, la Free Software Foundation, realizzò dei programmi
> > > liberi e a tutti disponibili, creò un acronimo e un sito Internet per
> > > diffondere la sua proposta eversiva. Stallman è tuttora sulla piazza e
> > > in questi giorni sulla sua Home Page assai spartana
> > > (http://www.stallman.org/) si trova per esempio un testo molto polemico
> > > contro il vertice panamericano di Quebec e le restrizioni al diritto di
> > > manifestazione."
> 
> Perche' eversiva?

        Eversiva    dell'ordine   delle    cose,   in    altre   parole
    rivoluzionaria...  Io non  leggo abitualmente  il Manifesto  ma sto
    andando ad intuito... per me intende questo...

> Perche' non citare _quale_ e' questo acronimo?

        Su questo  hai del  tutto ragione: il  fatto è,  purtroppo, che
    questo autore  non si rende  conto dell'importanza del  sito stesso
    (prova  ne  è  l'equivoco  tra definizione  e  conseguenza  di  cui
    parlavamo l'ultima volta, ricordi? Che un po' ricorre anche qui nel
    seguito)
 
> > > La storia del suo
> > > animatore, il finlandese Linus Torvalds, è già stata narrata infinite
> > > volte, ormai anche dalla grande stampa di informazione che fino a due
> > > anni fa nemmeno sapeva che cosa Linux volesse dire. Ciò ha contribuito a
> > > creare attorno a lui, alla sua ritrosia e alla sua dedizione al
> > > progetto, un mito persino esagerato."
> 
> Questa, sinceramente, se la poteva risparmiare.
> Anche se rileggendo bene il contesto forse non voleva intendere quello
> che io, maliziosamente, ci ho letto.

        Sì, credo che  è la seconda che  dici... (nota l'"animatore"...
    :} Ma  ha ragione:  due anni  fa al Mattino  di Padova  non vollero
    farmi l'articolo sul PLUTO Meeting  e mi fecero solo un trafiletto,
    l'altro giorno invece c'era un'articolo quasi a tutta pagina...
 
> > > [..]
> > > "La cosa importante da capire è che Linux e gli altri prodotti Open
> > > Source propongono un'idea del software (della sua produzione,
> > > distribuzione e uso) completamente diversa da quella che si era imposta
> > > nei 20 anni precedenti. 
> > > Gli elementi cruciali ed eversivi sono:
> 
> Ancora eversivi...

	Vedi sopra
> 
> > > prestazioni: il debugging, di solito affidato a schiere di programmatori
> > > pagati dalle aziende, ora viene svolto da una popolazione diffusa che
> > > contribuisce volontariamente e gratuitamente al progetto.
> 
> Sara' la politica ma batte sempre sul gratuito e mai sul libero.

        E'  il  solito  equivoco  di   cui  sopra,  più  o  meno...  Ed
    evidentemente non ha ancora focalizzato  il business che invece c'è
    già dietro
 
> > > 3. Chi preleva un software Open Source si impegna a attribuire le stesse
> > > caratteristiche di apertura e gratuità agli sviluppi che su di esso
> > > realizza: poiché una cosa è stata messa a disposizione di tutti, nessuno
> > > può privatizzarla per lucrare sul lavoro altrui."
> 
> Questo invece e' palesemente falso! Io posso vendere il software libero
> quando e come voglio (http://www.gnu.org/philosophy/selling.it.html)

	Eh sì, qui bisogna correggere

> La cosa piu' grave e' che non cita _mai_ la licenza GPL e quindi il suo
> ragionamento assume significati surreali.

	Già: non si rendono conto dell'importanza...!

> In questo caso avrebbe dovuto dire esattamente il contrario.
> Una cosa del tipo:
> "Chi viene in possesso di software libero puo' farne quello che vuole
> nei limiti della licenza GNU GPL"
> Dire che nessuno puo' lucrare sopra al software libero fara' anche un
> effetto politico prorompente, ma e' fare esattamente il gioco di chi
> vuole diffondere il software proprietario.

	Verissimo, è uno dei pericoli!

	Ciao :)

	Andrea

-- 
 
  Andrea Brugiolo                                        nick@linux.it
  Fight bad patents	      http://petition.eurolinux.org
  Free Software               http://www.fsf.org http://www.debian.org
 

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